Quattro obiettivi per una grande impresa: l’approccio di Sydney Gavignet per la Route du Rum di Alberto Bona

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Quattro obiettivi per una grande impresa: l’approccio di Sydney Gavignet per la Route du Rum di Alberto Bona

La regata è due sport in uno: è vela allo stato puro, ma è anche una maratona, richiede resistenza fisica, resistenza psicologica e una determinazione fuori dal comune”.

Parola di Sydney Gavignet, di professione velista oceanico, mental coach e, dallo scorso dicembre, allenatore di Alberto Bona. I due si sono conosciuti nel 2021, durante il Campionato europeo offshore misto, a cui Alberto ha partecipato in Italia la scorsa estate.

 

“In questa grande avventura che stiamo vivendo – spiega Sydney Gavignet – ci sono quattro obiettivi: costruire il team, costruire la barca, essere sulla linea di partenza, arrivare al traguardo”. Dividere un grande obiettivo in quattro piccoli è il punto di partenza della strategia di Sydney: “Abbiamo iniziato a lavorare prima sull’uomo, sulle profonde motivazioni che portano Alberto a una sfida oceanica così impegnativa, e che non dura una regata, ma ha tre anni di sviluppo. Da qui, siamo passati a lavorare sulla resistenza, sui micro-traguardi legati alla preparazione e alla costruzione della barca parte del progetto ‘IBSA Sailing into the Future. Together’, per poi pianificare nel dettaglio tutto quello che ci si aspetta di affrontare e raggiungere”.

 

Sydney usa un vecchio detto da navigatori inglesi per porre l’attenzione su quello che è lo stato dell’arte: “Attraversare l’Atlantico a vela in solitaria resta un’impresa enorme, e come dicono gli anglosassoni: Per finire primi, bisogna prima finire! Alberto sarà in una buona posizione se tutti i fattori che abbiamo analizzato e stiamo continuando ad analizzare e a gestire per piccole tappe si combineranno insieme. È un ottimo navigatore e avrà a disposizione un’ottima barca”.

 

L’importante è concentrarsi, accogliere e lavorare sulla pressione di queste e delle prossime settimane: “Oggi siamo concentrati su ottimizzare il tempo che resta prima della Route du Rhum. Dobbiamo occuparci di completare la barca per fare in modo che sia pronta in tempi rapidi, ma anche al meglio. In questa fase di accelerazione, di sprint finale verso la regata, dobbiamo restare calmi e lucidi, prendere il tempo necessario per fare delle buone scelte” – spiega coach Sydney, e precisa: “il piacere e la gioia sono due parametri importanti per definire il funzionamento della nostra squadra. Abbiamo la possibilità di fare parte di questa avventura in un contesto molto competitivo, ma la performance dipende dall’avventura umana”.

 

Ma non basta, perché Sydney è il guru che non ti aspetti, l’uomo che osserva e sorride, quello che ti infonde sicurezza e forza grazie a una leadership costruita in miglia e miglia di navigazione, e l’ultima parola spetta a lui: “La performance è, prima di tutto, il risultato di un percorso umano”.

 

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